La formazione spirituale costituisce l'elemento più importante nell'educazione sacerdotale. San Tommaso d'Aquino scrive: “Il presbitero serve Cristo stesso in questo sacramento dell'altare, e questo richiede una santità interiore più grande di quella stessa richiesta per lo stato di vita religioso”.1 Il Seminario, benché sia composto da persone provenienti da diverse etnìe, tradizioni culturali, movimenti spirituali ed ecclesiali - tutti elementi che sente come ricchezza da integrare nel processo formativo -, privilegia la pedagogia della grande Tradizione della Chiesa e persegue l’unica via maestra proposta a tutti: la Liturgia, nei suoi gesti e nei suoi tempi liturgici.2 Ogni eventuale forma particolare di spiritualità va integrata in questo alveo nell’itinerario formativo della comunità.
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L’Eucarestia è la fonte e il culmine da cui nasce, tende e si articola tutta la giornata in Seminario. Il futuro prete sarà anzitutto il ministro dell’Eucarestia. In serata la celebrazione eucaristica si accompagna ai Vesperi ed è sempre preceduta dall’ora di silenzio. La celebrazione deve essere sempre preparata e celebrata con sobria nobiltà, accompagnata da canti e con il coinvolgimento di tutti. Una volta la settimana l’Eucarestia si prolunga nell’adorazione del Santissimo Sacramento.
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La Liturgia delle ore rappresenta il respiro orante che scandisce la giornata in Seminario. Nella fedeltà ad essa il futuro presbitero impara a respirare con il respiro della Chiesa, a cadenzare il suo tempo nella memoria di Colui che spesso gli Apostoli “trovavano solo a pregare per tutta la notte” e ad educarsi a pregare per l’umanità intera.3
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La direzione spirituale è uno degli elementi fondamentali della formazione al presbiterato. Il Padre spirituale, nominato dal Vescovo, si assume la parte più intima e interiore della formazione, anche se questa deve tener conto dell’insieme del cammino formativo di cui il Rettore è garante ultimo di fronte al Vescovo e al suo Presbiterio. Non può esistere contrapposizione tra "foro interno" e "foro esterno", perché una e unica è la personalità del futuro Presbitero, che deve crescere nella misura della piena maturità di Cristo.4 Il Seminarista è invitato ad incontrare il Padre spirituale almeno una volta ogni due settimane. A lui si aprirà lealmente e con confidenza, protetto in questo dalla riservatezza del foro interno, affinché il cammino di maturazione della propria vocazione sia adegua-tamente vagliato, paternamente corretto e sostenuto. Accanto al Padre spirituale, il Seminario assicura settimanalmente la presenza del Confessore, affinché il Sacramento della Confessione possa essere praticato il più frequentemente possibile. La saggezza spirituale consiglia che al Sacramento della Riconciliazione ci si debba accostare almeno ogni quindici giorni, perché l'itinerario di conversione, sorretto dalla Grazia del Sacramento, sia il più incisivo possibile.
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Il canto sia l’espressione della pienezza del cuore che parla al suo Signore. Sono previsti appositi momenti per la sua preparazione. Le scelte sono quelle proposte dalla Diocesi a cui si aggiungono i canti in latino della grande Tradizione della Chiesa, i canti popolari, quelli prodotti dalle nuove comunità ecclesiali insieme ai canti provenienti da popoli diversi. I Formatori vigileranno perché niente sia contrario alla sacralità della liturgia e alla dignità dell’azione sacramentale.
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L'ora di silenzio va rigorosamente rispettata da tutti, anche se il ritmo di preghiera personale può essere diversamente organizzato. Essa è paragonabile a quella “mezz'ora di silenzio”, indicata nel libro dell'Apocalisse, in cui il Signore sopraggiunge per rivelare, nell'ambito della liturgia celeste, il destino e il senso della storia umana. In questa ora di silenzio e di contemplazione si può compiere la meditazione, l'adorazione personale davanti al Santissimo Sacramento, certi – come già affermava il Santo Curato d’Ars – “che quando non si dice più niente al Buon Dio, ma uno sa che Egli è là, è la più bella delle preghiere”. L’ora di silenzio diventa luogo del personale raccoglimento orante.
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La devozione alla Madre del Signore chiama alla sua imitazione e si esprime quotidianamente con la recita dell'Angelus al mattino, mezzogiorno e sera. Così il mistero dell'Incarnazione, reso possibile dal “sì” incondizionato e irrevocabile della Madonna, diventerà la dimensione normale che connota tutta l'esistenza del Seminarista. Dalla contemplazione di questo Mistero impara a comprendere che la natura e la Grazia, la storia umana e il progetto divino, la libera scelta di Dio e il sì dell'uomo, il tempo e l'eterno “si sono incontrati e si sono stretti in un indissolubile abbraccio” nel seno e nel cuore della Vergine Madre del Signore. L'8 dicembre, festa dell'Immacolato Concepimento di Maria, è resa solenne con un atto di consacrazione alla Madonna. Il 2 febbraio, festa della Presentazione di Gesù al tempio e della Purificazione di Maria Santissima, viene solennizzata con la processione della “Candelora”. Il mese di maggio trova nel servizio giornaliero a turno in Cattedrale, per la recita del santo Rosario, il suo punto più richiamante. La festa della Madonna delle Grazie, Patrona di Lugano, è pure onorata in Cattedrale con la presenza del Seminario al solenne Pontificale del Vescovo.
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La recita del santo Rosario nell'ora di silenzio trova il suo momento adeguato, magari recitato insieme a qualche compagno davanti alla grotta di Lourdes, chiedendo alla Madre del Signore - come la Madonna indicò alla grotta di Massabielle - la conversione del cuore e la santità della vita.
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Nella memoria dei Santi si privilegia soprattutto il patrono della Diocesi e del Seminario S. Carlo Borromeo, partecipando annualmente al Pontificale nel Duomo di Milano, venerando le reliquie del suo corpo e studiandone la santità pastorale, e al Pontificale nella Cattedrale di Lugano. Il cammino che abbiamo prospettato è un’ascesi; è un'ascensione che ci permette di “cercare le cose di lassù, di avere il gusto di esse”. L’ascesi è un percorso guidato, è un cammino da tenere che ha tutte le connotazioni del “sacrificio” che rende sacro ogni aspetto della vita. Occorre l'umiltà per vivere il “senso sacrificale” con letizia interiore,5 perché come fu per Giovanni Battista “Lui, il Signore, deve crescere e io diminuire”.6 Per raggiungere queste mete è necessario un clima adatto: il silenzio, perché tutto attecchisca e maturi nel cuore del futuro presbitero. Maria è l'icona di questo clima di silenzio colmo della presenza del Mistero.7 Solo il silenzio vissuto come dimensione normale nel Seminario può dare vigore alla parola, il senso della moderazione nel parlare può fare avvertiti del discorso non edificante.
Giorni di istruzione, di ritiro, di esercizi spirituali. La formazione spirituale prevede che vi siano momenti di istruzione, di ritiro e di esercizi spirituali.
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Anzitutto, la mattina del sabato è riservata alle istruzioni o del Rettore o del Padre spirituale o da altri invitati.
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Sono previste giornate di ritiro:
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all'inizio dell'anno accademico ed una volta al mese;
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all'inizio di tempi liturgici;
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durante un periodo di Esercizi spirituali di almeno tre giorni.
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A questi momenti si aggiungono delle uscite a carattere di pellegrinaggio.













