La formazione pastorale deve impegnare tutti gli aspetti della preparazione al ministero ordinato.1 Essa permette di educare all'obiettivo del Seminario San Carlo: quello cioè di preparare dei presbiteri al servizio della Diocesi di Lugano e delle Chiese di provenienza dei Seminaristi. Il Presbitero, se non è sospinto dall’urgenza di annunciare il Regno ad ogni creatura, sarà sempre inadeguato al suo compito.2 Senza lo spirito missionario, preoccupato di annunciare la lieta notizia del Regno ad ogni creatura, sarà sempre inadeguato al suo compito. Un'attenzione speciale va data alla Parrocchia3 valorizzando contemporaneamente i Movimenti e le Associazioni ecclesiali, riconosciute dalla Santa Sede o dal Vescovo diocesano, che sono stati l’occasione per molti Seminaristi di rinascere ad una consapevolezza nuova di appartenenza a Cristo. I Seminaristi continuano a tenere rapporti con queste comunità, senza tuttavia che queste distraggano dall'indirizzo educativo comune del Seminario che è abbracciato, grazie al loro apporto, ancor più responsabilmente. La partecipazione alle attività di Movimenti e Aggregazioni ecclesiali deve essere concordata con il Rettore. Il Seminario deve inserirsi nel Presbiterio diocesano come luogo di comunione e di corresponsabilità fraterna. La natura internazionale del Seminario San Carlo predispone il futuro prete a servire anche fuori della Diocesi.4 A tale scopo si terranno presenti alcuni principi fondamentali:
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I Seminaristi di altre Diocesi tengono contatti regolari con la Diocesi di provenienza e con il proprio Vescovo. Il Rettore del Seminario cura questi contatti inviando annualmente ai Vescovi un rapporto di valutazione sul candidato. Affinché il Seminarista proveniente dall'estero non perda mai il contatto con la propria Diocesi, si farà presente al suo Vescovo l'opportunità che, almeno ogni due anni, possa ritornare nella propria Diocesi per un congruo periodo durante l'estate.
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Ogni Seminarista è inserito in una Parrocchia dal sabato pomeriggio alla domenica, oppure lungo la settimana ed è affidato al Parroco che lo seguirà, assegnandogli un concreto impegno pastorale (preparazione della liturgia, animazione di gruppi giovanili, visita agli ammalati…). Incontri regolari tra Mons. Vescovo, il Rettore ed i parroci coinvolti permettono una continua attenzione alla formazione del seminarista anche su questo aspetto. In tal modo, il senso di corresponsabilità del Presbiterio nell'opera formativa dei futuri presbiteri e il senso di una "pastorale comunitaria", in cui i vari carismi personali possono venire valorizzati in una fraterna cordialità di rapporti, potranno progressivamente diventare realtà condivisa.
Il Rettore del Seminario comunica ad ogni Seminarista, almeno una volta al semestre, i risultati raggiunti nella formazione umana, intellettuale, spirituale e pastorale, i cui punti caratterizzanti sono:
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capacità di adattamento verso le persone e gli incarichi affidati;
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capacità di iniziativa nell'aprirsi agli altri e alle differenti attività presenti in parrocchia;
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attitudine al dialogo costruttivo, accogliendo le diverse sensibilità e i diversi pareri;
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trasparenza, abitudine al confronto e al rendere conto;
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testimonianza evangelica, avendo a cuore le indicazioni offerte dall'Autorità ecclesiastica;
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equilibrio di giudizio nelle situazioni, capacità di portare da solo le responsabilità affidate;
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letizia interiore ed esteriore nel servire Cristo e la sua Chiesa.














