"In Seminario è necessario uno studio approfondito della Sacra Scrittura, come anche della fede e della vita della Chiesa, nella quale la Scrittura permane come Parola Vivente. Tutto ciò deve collegarsi con le domande della nostra ragione e quindi con il contesto della vita umana di oggi. Questo studio, a volte, può sembrare faticoso, ma esso costituisce una parte insostituibile del nostro incontro con Cristo e della nostra chiamata ad annunciarlo. Tutto concorre a sviluppare una personalità coerente ed equilibrata, in grado di assumere validamente, per poi compiere responsabilmente, la missione presbiterale”.1 La preoccupazione dei Formatori è dunque di situare nel modo migliore gli studi nell'insieme della formazione, senza farne uno scopo a sé stante, né un elemento secondario e trascurabile. Come afferma San Paolo, l'amore mette la sua gioia nella verità.2 L'esperienza spirituale e l'esercizio autentico dell'intel-ligenza si condizionano reciprocamente, soprattutto a motivo della necessità di aderire umilmente alla verità sotto tutti gli aspetti: “Se non si è sicuri della verità come si può mettere in gioco la propria vita interamente, e avere la forza di interpellare seriamente quella degli altri?”.3 Inoltre, la preoccupazione pastorale induce a rispondere alla sfida della nuova evangelizzazione. Tutto questo giustifica la forte esigenza di un eccellente livello di formazione intellettuale. Infine, la disciplina degli studi è considerata, dal punto di vista umano, come la prima ascesi del Seminarista. Il primo obiettivo di questa formazione nel Seminario Diocesano San Carlo è di offrire attraverso l'insegnamento della Facoltà di Teologia di Lugano - un insieme coerente di insegnamenti, in armonia con la dottrina autentica della Chiesa. Nel Seminario San Carlo, lo studio della filosofia è considerato come un elemento essenziale della formazione intellettuale. Si tratta di un approccio filosofico realista, che non si accontenta di presentare delle domande o delle opinioni, ma esso conduce con rigore a cogliere l'Essere e alla scoperta effettiva della verità di cui è capace l'intelligenza.4 Lo studio sistematico dell'antropologia e della metafisica, alla scuola dei grandi pensatori cristiani - essi stessi eredi di filosofie non chiuse al cristianesimo -, sospinge lo spirito ad una sorta di venerazione amorosa della verità e ad una attitudine particolare per il discernimento critico, di fronte alle filosofie d'ispirazione diversa. In questa prospettiva la storia della filosofia antica e moderna, invece di condurre a un puro scetticismo, apre lo spirito dei Seminaristi a quel dialogo universale del pensiero, nel cuore del quale la Rivelazione cristiana non può mancare di situarsi. Lo studio della filosofia porta con sé la metodologia adeguata per insegnare ai Seminaristi il buon uso della ragione, prendendo le distanze sia dal razionalismo che dal fideismo. La filosofia, rispettosa del suo ambito proprio, sarà la via più adeguata per una comprensione più giusta dell'itinerario teologico. Poiché la Santa Scrittura è come l'anima della Teologia, secondo il Concilio Vaticano II,5 l'insegnamento di questa materia deve essere fatto oggetto di uno sforzo particolare, anche se il Seminario tende all'essenziale, rispettando l'unità di tutta la formazione. La cultura generale va pure adeguatamente coltivata. Là dove fa difetto nell’insieme delle discipline accademiche, i Formatori avranno la preoccupazione di offrire un comple-mento adeguato. L'accento è messo ugualmente sulla dimensione artistica: particolarmente la musica, la letteratura e le arti visive. È in questo contesto che si sviluppa l'accesso alla cultura sotto diverse forme: i mass-media, la politica, l'economia, le scienze.














