54.a Giornata Mondiale delle Vocazioni – Le parole di don Nicola

Pubblicato giorno 8 maggio 2017 - In home page, Preghiera per le vocazioni

P_20170507_150431

Carissimi,

al termine di questo momento di preghiera che abbiamo vissuto insieme, vorrei  offrirvi due parole a commento della conclusione del messaggio di Papa Francesco per l’odierna giornata mondiale di preghiera per le vocazioni.

Il Papa ci invita a continuare a pregare per le vocazioni; e ci mancherebbe che il papa ci dicesse il contrario. “Continuate a pregare il Signore perché mandi operai nella sua messe e ci dia sacerdoti innamorati del Vangelo”.

È un invito che ci è suggerito come conseguenza di un atteggiamento: l’amicizia con il Signore. “È questa intima amicizia con il Signore che desidero vivamente incoraggiare, soprattutto per implorare dall’alto nuove vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata”.

In fondo il papa ci dice quale è la vera preghiera per le vocazioni. Non tanto un dire preghiere e parole, ma coltivare la relazione e l’amicizia con il Signore attraverso i doni della Parola e dell’Eucaristia.

A dire che la prima preghiera per le vocazioni è quella di  essere noi singolarmente e comunitariamente innamorati del Signore. Perché una volta innamorati potremo far innamorare gli altri e suscitare in essi il desiderio di unirsi al Signore e, perché no, suscitare la volontà di dedicarsi e spendere la vita totalmente per lui, attraverso una vocazione particolare, presbiterale, monastica o religiosa. Vuol dire ancora che la prima preghiera per le vocazioni consiste nell’impegno a creare un ambiente attrattivo, bello, stimolante che possa suscitare la passione e l’innamoramento per il Signore e per il suo Vangelo.

Noi che già viviamo una vocazione particolare, ci rendiamo conto che se abbiamo fatto una scelta per il Signore, questa è avvenuta anche grazie all’incontro di persone che, proprio perché hanno vissuto quell’intima amicizia con il Signore di cui parla papa Francesco, ce l’hanno trasmessa, con limpidezza, serenità, gioia.

Una comunità triste e musona, famiglie fredde al Vangelo, preti e suore che hanno sempre la luna storta, non susciteranno mai attrazione ed innamoramento e quindi non susciteranno mai vocazioni. Ecco allora l’impegno che papa Francesco lascia a tutti noi, oggi: continuare a pregare per le vocazioni, innamorandoci di Dio, entrando in profonda amicizia con Lui, con la sua Parola e con il dono dell’Eucaristia, affinché la gioia vera risplenda sui nostri volti, nelle nostre comunità e nei nostri atteggiamenti. Perché solo così chi è chiamato o chiamata da Dio potrà scegliere e decidersi. Con l’aiuto di Dio certo, ma anche con la collaborazione di tutti: famiglie, comunità, presbiteri, suore, religiosi e religiose.

Allora:

  • a noi presbiteri, a voi religiosi e religiose: l’impegno ad essere sereni e gioiosi dietro a Gesù. Sia questa la nostra costante preghiera per le vocazioni. Lo sappiamo: è bello essere preti, ma a volte la nostra vita, ammettiamolo, dice altro.
  • Ai seminaristi, già ce lo siamo detto: preghiamo per le vocazioni creando in seminario, con l’aiuto dei formatori, un clima sereno, accogliente, gioioso e di famiglia, ospitale. Un seminario triste non attirerà mai nessuno.
  • Alle nostre comunità l’impegno ad essere vive, frizzanti, gioiose, anche attraverso celebrazioni non pesanti, non incomprensibili e caotiche che nulla hanno a che fare con la nobile semplicità che garantisce gioiosa amicizia col Signore. Anche questa è preghiera costante per le vocazioni.
  • Alle nostre famiglie il dono di vivere i valori del Vangelo che, come ci ha ricordato il Signore nel Vangelo di questa domenica, è venuto perché abbiamo vita in pienezza. E’ questa la preghiera costante per le vocazioni: non fatta di parole, ma di atteggiamenti. Genitori, nonni, famiglie: non abbiate paura. Un figlio o un nipote prete o suora non è un sacrificio, ma dono anch’esso o essa per una vita in pienezza, come la vuole il Signore per ciascuno di noi.

Don Nicola, rettore

Lascia un commento

  • (will not be published)